
Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti. [Andy Warhol]
Arrivo in ritardo su questo film (datato 2009), che ho avuto occasione di vedere su Current TV (pare prossima all’oscuramento, causa non rinnovo del contratto da parte di Sky).
L’avevo sempre evitato per risparmiarmi travasi di bile e pulsioni d’indignazione utili solo a farmi venire il fegato grosso.
Poi, proprio martedì sera – 31 maggio – in prima serata è stato mandato in onda e ho deciso di guardarmelo per cercare di capire cos’è veramente questo film (ho letto giudizi contrastanti su internet: chi lo giudica un capolavoro, chi una bufala).
Bene, nulla di nuovo sotto il sole: sono cose, vicende, persone risapute e le idee espresse nel film credo siano totalmente condivise dal pubblico che è andato a vedere il film.
Credo che la pellicola non sia arrivata dove doveva arrivare: sul grande pubblico fruitore delle trasmissioni televisive, provocandogli un brusco risveglio. Bensì ce la siamo raccontata in un gruppo ristretto di persone che condividono le stesse idee, mentre all’estero avrà confermato convinzioni (limitanti e non) circa il nostro Paese.
Che dire del film?
Ben montato, con una buona colonna sonora, racconta quello che è sotto gli occhi di tutti da diversi decenni. Racconta di Berlusconi, senza dire nulla di nuovo e senza montare nessun impianto accusatorio. Racconta di Lele Mora e del suo mestiere: lo stesso Mora si presta a spiegare e raccontare. Racconta del fenomeno Fabrizio Corona, senza dire nulla di nuovo rispetto a quanto già si sa abbondantemente.
Anzi, dal mio punto di vista, Berlusconi, Lele Mora e Fabrizio Corona non ne escono infangati; sono quello che sono. E se sono quello che sono è semplicemente perchè gli è stato permesso di diventarlo.
Siamo “noi” che abbiamo permesso a Corona di diventare quel fenomeno mediatico che è diventato (lui stesso disse una volta che “lui è quello che la gente vuole che sia”… una logica ineccepibile).
Lele Mora fa l’agente dei personaggi dello spettacolo. Cosa faccia e come lo faccia è relativo.
Berlusconi è (stato) un imprenditore, possessore di gran parte dei mezzi di comunicazione ed ora è Presidente del Consiglio. Se ha fatto quello che ha fatto, ed è lì dove si trova ora, è semplicemente perchè glielo abbiamo permesso. Tutto qui.
Paradossalmente, in queste tre figure c’è una certa coerenza (condivisibile o meno).
Invece quello che mi ha colpito, e che ha fatto si che venissi invasa da un senso di squallore infinito, è stato vedere le immagini delle selezioni per le nuove veline al Centro Commerciale Fiordaliso: un mucchio di ragazzotte che mostrano tatuaggi, che si dimenano, la cui massima aspirazione è sposare un calciatore. Il tutto sotto gli occhi compiaciuti e/o divertiti degli utenti del centro commerciale, con bimbi piccoli che osservano questo spettacolo con occhi stupefatti (chissà cosa stanno assorbendo…?).
Triste è la frustrazione del ragazzone che si allena come un pazzo in karate e studia Ricky Martin, per diventare un incrocio tra Jean Claude Van Damme ed il cantante latino, perchè “sennò non ti vede nessuno e nessuna ragazza vuole uscire con te“: gira tra provini e spettacoli televisi (come pubblico) alla ricerca di una occasione per diventare qualcuno ed avere visibilità.
Straniante vedere le aspiranti PR del Billionaire di Briatore, che smaniano per diventare “la PR” che avrà in premio 15 giorni (??) di conduzione delle previsioni del tempo su una rete Mediaset.
Ancor più straniante vedere la folla di gente in Costa Smeralda (credo Porto Cervo), armata di telefonini per fotografare questi nuovi idoli.
Aghiacciante vedere una signora attempata (coi capelli alla Wanna Marchi) presentarsi ad un provino Mediaset con un numero di spogliarello veramente squallido. Mi sono domandata dove fosse e soprattutto cosa sia la dignità…
Ripeto, nulla di nuovo sotto il sole. Spiace solo vedere che il concetto del “soldo facile”, con la disposizione a scendere anche a “compromessi” (con il beneplacito di genitori e/o familiari), sia l’obiettivo di una generazione che (forse) domani resterà con un pugno di mosche in mano. (E purtroppo questa disposizione a scendere a “compromessi” mi è stata confermata anche da un giovane amico)
Tempo fa sul Corriere della Sera uscì un articolo che evidenziava le due facce della nostra società: nello stesso giorno si svolgevano le selezioni per un posto di velina (o letterina, o quel che è) e un posto di insegnante. A Cologno Monzese (sede di Mediaset) c’era una folla oceanica di aspiranti soubrette, al Forum di Assago c’erano molte meno persone…
Parlandone stamattina con il babbo (71 anni) in auto, mi ha detto che questa è la società di oggi, che ha priorità diverse rispetto a società passate. “Questo è il mondo”, dice.
Già… questo è il mondo…
Ma forse questo è “un” mondo, uno dei tanti.