I ragazzi di TEDx Torino

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Ieri sera sono stata ospite di TEDx Torino, che ha organizzato un aperitivo di presentazione della associazione in previsione dell’evento che si svolgerà nei prossimi mesi.
È stata una bella serata, molto informale, di condivisione di idee.
Idee che ognuno di noi partecipanti ha portato, contribuendo con un video scelto tra i nostri preferiti dal sito TED.

Li abbiamo guardati tutti assieme e – al termine di ciascuno – li abbiamo commentati e ci siamo confrontati su quanto il video comunicava e su quanto trasmetteva a ciascuno di noi, dal suo personale punto di vista.

La cosa che mi ha affascinato è che ciascun video rappresentava la mente e la visione del mondo e della vita di chi lo aveva portato e sponsorizzato: erano stati scelti (consapevolmente o meno) perché occasione di riflessione, spunti di crescita e di motivazione nell’andare avanti.

Abbiamo visto video sulla intelligenza delle piante, su curiose macchine che apprendono, sulla ricerca di nuove batterie, sulla importanza della determinazione nel perseguimento dei risultati…
È stata una occasione dove si sono confrontati diversi linguaggi, più o meno tecnici, in un arricchimento reciproco.

Nella parte finale della serata, “abbandonato” il brain-storming da video, sono emerse ulteriori riflessioni.
Il taglio decisamente tecnico dell’incontro (uno spin-off delle teste coinvolte) da’ lo spunto ad un passo successivo da fare, in una sorta di sfida: contaminare la tecnica con l’umanistica (forma culturale preponderante, come ha giustamente sottolineato Federico). Credo che lì ci sia la chiave di volta per rendere ancora più accattivante e coinvolgente questa bellissima iniziativa, in modo da ampliare la sua area di influenza auto-costruendosi dal basso (nello spirito di TEDx, come iniziativa locale).

Un plauso a Elisa, Fabio e Federico per la tenacia e l’entusiasmo che ci stanno mettendo.
Farò il possibile e l’impossibile per fornire il mio contributo anche a distanza.
Iniziative così meritano un colossale investimento di energie e tempo!

Nota: il sito di TEDx Torino è in fase di costruzione (nel momento in cui scrivo), però esiste un gruppo aperto su Facebook. Cliccare qui per indirizzarsi.

Immagine tratta dalla pagina Facebook del gruppo.

La prima Conferenza Nazionale dei Toastmasters italiani

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Rientro da un bellissimo weekend a Torino, durante il quale si è svolta la prima Conferenza dei Toastmasters Italiani.

Due giorni di Workshop, Evaluation Contest e Speech Contest (in italiano ed in inglese, lingua ufficiale dei Toastmasters).
Due giorni durante i quali i membri dei Club italiani si sono confrontati, condividendo esperienze e conoscenze. Fornendo spunti di riflessione e motivi di crescita.
Il tutto con il supporto dei colleghi dei Club svizzeri, arrivati in numero consistente a fornire il loro contributo.

Un confronto tra membri dei vari Club, con diverse anzianità di permanenza (dai 15 anni di Graham, ai 2-3 mesi della sottoscritta, passando attraverso i 9 anni di Ivan).
Un confronto di idee tra Club più giovani e Club con maggiore esperienza.

Sono veramente contenta di avere partecipato (anche attivamente in ruoli marginali, visto che sono una neofita).

Quello che mi ha fatto aprire il cuore è l’avere ascoltato e visto persone di tutte le età che, con la loro partecipazione, i loro Speech, il loro entusiasmo ed il loro impegno, rappresentano una realtà costruttiva. Orientata alla condivisione, all’arricchimento e alla crescita.

Ho ascoltato le impressioni positive di stranieri che vivono in Italia (in assoluta controtendenza rispetto alle opinioni comuni).

Ho apprezzato l’impegno dei membri del Turin TM che ci hanno messo l’anima (e notti insonni) per organizzare questa Conferenza.

Ho visto all’opera i Presidenti degli altri club italiani.

Ho visto una realtà che crede in qualcosa. E che si fa il mazzo per realizzare qualcosa, con determinazione.
Bravi, tutti!

Ogni volta che partecipo ad iniziative simili sorge sempre lo stesso pensiero: vorrei vedere più gente, più pubblico. Vorrei vedere più partecipazione, più volontà di crescita e di arricchimento.

Perché Toastmasters è anche un percorso di crescita personale e professionale molto articolato.
Costa impegno e fatica. Ci vuole passione e motivazione. Bisogna partecipare.
Certo!
Ma come tutte le cose preziose, ha un costo e ti da un ritorno che forse non ha paragoni con benefici immediati ed effimeri a breve scadenza.

Visto che il fenomeno qui in Italia sta esplodendo, confido che i Club attuali crescano e che ne nascano di nuovi. Pur essendo in ritardo rispetto al resto del mondo, possiamo ancora farcela.

Concludo dicendo che è stato bello vedere la contentezza, la soddisfazione ed il sorriso felice sul volto di Federico Pisanu (Presidente del Turin TM, club organizzatore dell’evento) alla fine della 2-giorni.

Prossimo appuntamento: Roma ad ottobre/novembre 2012!

Francesco Tesei – Il Mentalista

“Se le porte della percezione venissero sgombrate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è: infinito” [William Blake]

La frase di apertura di questo post è ripresa pari-pari dalla pagina di Benvenuto del sito Il Mentalista di Francesco Tesei, che ho avuto l’onore di vedere ieri sera per la prima volta al Teatro Nazionale di Milano, con il suo spettacolo “Mind Juggler“.

Ne avevo sentito parlare per la prima volta da Claudio Belotti, che ne raccontava le gesta nel suo post “Ieri sera mi sono divertito“, di quasi un anno fa.

Da allora mi è rimasta la curiosità. Che – per pura fortuna (o forse no?!) – ho potuto soddisfare grazie ad un post dei primi di dicembre di un amico su Facebook, che annunciava il suo spettacolo di Milano per i primi di febbraio.

E finalmente, dopo la lunga attesa, ieri sera ho avuto il piacere di vedere all’opera questo straordinario personaggio.

Ho visto uno spettacolo molto bello e sofisticato, di ispirazione “magrittiana” (la scenografia e l’abbigliamento di Francesco ricordano i quadri di Magritte).

Ho visto (per lo meno ho cercato di vedere) all’opera strumenti molto sofisticati di linguistica, di suggestione e di linguaggi verbali, non-verbali e para-verbali.

Uno spettacolo per gli occhi e per la mente.

Una sfida costante nel cercare di cogliere almeno l’ombra degli strumenti utilizzati dall’artista, lasciandosi coinvolgere da suggestioni di miltoniana memoria.

Uno spettacolo da vedere, durante il quale ci si stupisce, si scuote la testa increduli, si ride (grazie all’ironia di Francesco) e si riflettere sulla nostra vulnerabilità davanti alle suggestioni alle quali veniamo continuamente esposti nell’arco della nostra giornata.

Sì, perchè Francesco Tesei ti spiega e ti accompagna in un viaggio attraverso “Pensiero – Azione – Immaginazione” (come recita il suo motto) con ironia e con l’obiettivo di farti divertire e di farti pensare.

Consigliatissimo!

L’anno delle energie rinnovabili

Il 2012 è stato proclamato l’anno delle Energie Rinnovabili dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Nell’articolo pubblicato qualche giorno fa sull’edizione online di Wired (50 consigli per un 2012 a zero emissioni), vengono forniti 50 consigli per vivere eco.

Leggendolo mi sono fatta alcune riflessioni e ho analizzato cosa faccio, nel mio piccolo, per essere più eco:

  • uso dei mezzi pubblici (oltre ad inquinare meno, mi infliggo meno stress e attuo un consistente risparmio monetario);
  • uso di cosmetici ecologici non testati sugli animali (Dr Hauschka e Weleda: ingredienti naturali provenienti da agricoltura biologica e/o biodinamica, confezioni in vetro e alluminio, con minime parti in plastica, cruelty-free; e sto esaurendo i saponi da supermercato per passare a Lush);
  • spegnimento della illuminazione domestica non necessaria;
  • spegnimento dello stand-by degli elettrodomestici;
  • riduzione degli acquisti di scarpe, abiti, ecc. (se non è necessario… e se uno ci pensa, gli serve molto meno rispetto a quello che acquista);
  • donazione degli abiti usati (mai buttati via, a meno che non siano rotti).

Non ho l’aria condizionata in casa: a volte – nelle giornate (e nottate) torride – mi maledico per non averla messa, però uno se la può cavare con ventilatori e bevande fresche.

Proprio oggi ho acquistato i miei primi eBook: meno carta e meno ingombro (anche perché fra poco esco di casa e cedo l’appartamento ai libri). Faccio bene all’ambiente e riduco i volumi.

E proprio oggi ho finito anche le bottiglie d’acqua (di plastica). Faccio una prova con l’acqua del rubinetto (Coop sta conducendo una forte campagna di sensibilizzazione in tal senso), vediamo se funziona. Penso sia solo una questione di abitudine. Lo faccio perchè sconvolta dalla quantità di plastica che produco come unità familiare mononucleare. E non riesco a ridurne il quantitativo.

Vivo in un comune dove si fa una raccolta differenziata molto spinta: umido, secco, plastica+polistirolo, vetro+alluminio, carta. Le montagne di carta e di plastica che produco nell’arco di una settimana sono impressionanti. Ben poco produco di secco, umido, vetro ed alluminio. E’ evidente che devo aggiustare qualcosa in termini di consumi.

Quindi ci provo e aggiungo a quello che già faccio: digitalizzazione (riduzione della carta e stampa il più ridotta possibile, anche in ufficio) e passaggio all’acqua del rubinetto (nella speranza di ridurre la plastica).

Per il resto… Credo non arriverò mai ad allevare una gallina… Mai dire mai nella vita, però…

Immagine tratta da sito www.riqualificazioneenergetica.info

Milan Easy Toastmasters

Ieri sera ho partecipato, come ospite, alla mia prima riunione del Milan Easy Toastmasters Club. Un club di soci che si incontrano due volte al mese in un albergo di Milano per esercitarsi nel public speaking.

Sono arrivata a loro grazie alle indicazioni di alcuni amici, che mi avevano segnalato la presenza di questi gruppi (dislocati in varie città italiane) il cui scopo è ritrovarsi, e migliorarsi, nelle tecniche del parlare in pubblico.

Così, dopo avere fatto un corso di public speaking, con l’idea di mantenermi in esercizio, ho deciso di visitare una serata di uno dei due gruppi presenti a Milano (l’altro gruppo – nato da una costola del Milan Easy Toastmasters – si chiama The Xplorers Toastmasters Club).

E’ stata una bella serata.

Ho trovato un gruppo di gente veramente in gamba, molto capace, con alcuni elementi che guidano altri soci nel percorso di miglioramento e con una dinamica di scambio di ruoli continuo (tutor che diventano allievi ed allievi che diventano tutor).

Straordinaria la gestione del tempo, scandita implacabilmente da un cronometro e da un piccolo semaforo.

Molto simpatico il rituale che scandisce la serata (e la premiazione finale dei migliori speakers e valutatori della serata stessa) che ricorda i club dei college americani.

Eccezionali nell’utilizzo della lingua straniera (fronte su cui sono terribilmente arrugginita): sono rimasta colpita (ed intimidita) dai discorsi fatti in lingua inglese. Quindi palestra utile per imparare ed esercitarsi, grazie anche alla presenza di componenti stranieri.

Una esperienza da ripetere e da far diventare una piacevole e costruttiva abitudine.

Il mio obiettivo è quello di partecipare per 2-3 mesi come ospite e poi gettarmi nella mischia, passando ad un ruolo più attivo.

Vediamo se riesco a superare i diversi ostacoli posti lungo il percorso, per crescere ulteriormente. Ostacoli intesi come miei timori interni…

Excelsior Milano

Sabato scorso sono andata a visitare il nuovo store del lusso Excelsior di Milano, creato dal Gruppo Coin, ed aperto al posto degli storici cinema Excelsior e Mignon.

Se si è a Milano si può andare a curiosare, oppure si può visionare la gallery.

Quello che mi lascia perplessa è lo scopo che sta dietro ad una operazione simile. Mi spiego: di store del lusso , gastronomie del lusso, super-profumerie, Milano ne è piena. A qualche decina di metri c’è il super-store di Sephora. A qualche decina di metri c’è la “macchina da guerra” de La Rinascente (ampia e fornita di ogni accessorio, abito, cosmetico di lusso). A qualche centinaio di metri in varie direzioni ci sono gastronomie di lusso e corner per spuntini di lusso…

Quindi…? Quindi, forse Coin ha voluto investire e sperimentare . Ma non ho visto qualcosa di veramente differente rispetto alla “sorella” La Rinascente, tanto per citare il concorrente più diretto.

Abbastanza bello l’allestimento ad opera di Jean Nouvel (autore dello splendido Institut du Monde Arabe a Parigi, e di altre architetture di pregio): la struttura interna dell’edificio è stata interamente conservata e ricoperta di intonaci scuri, sulle quali spiccano i Led che animano pareti con filmati, creando dinamicità all’interno di un ambiente in penombra.

Un po’ tortuosa la circolazione all’interno degli spazi, ricercando i tapis-roulant nascosti in un angolo per concentrare l’attenzione sui due ascensori panoramici, in cristallo, che percorrono il cavedio entro il quale “corrono” in verticale giganteschi levrieri da corsa, in uno scenario abbastanza onirico.

Gli abiti e gli accessori esposti non hanno nulla di stravolgente e di diverso rispetto a quanto già in circolazione, ed i prezzi sono ovviamente esorbitanti come il copione prevede.

Piacevole l’allestimento del piano sotterraneo, con il supermercato di lusso a marchio Eat’s: belle le confezioni monodose di insalate e frutta, e le mini-confezioni di frutta assortita. Bell’angolo panetteria, gastronomia, pescheria… Insomma bello spazio, lussuoso e dai prezzi abbastanza inavvicinabili.

Deludente la parte della profumeria: niente di nuovo.

Purtroppo all’ultimo piano ci sono un paio di errori di progettazione/realizzazione: una trave inclinata di copertura (tipo capriata), dalle dimensioni notevoli, si trova adiacente ad uno dei percorsi espositivi (diciamo che è il contrario: il percorso viene fatto transitare vicino al grosso elemento strutturale) esponendo i visitatori al rischio di pericolose capocciate (ho visto la testa di un signore alto passare ad un paio di centimetri dallo spigolo); insidioso è l’ultimo gradino della scalinata che porta al soppalco ospitante gli accessori: l’altezza dei gradini non è stata concepita in modo tale da allineare la piattaforma di sbarco con il piano di calpestio del soppalco, lasciando un gradino semi-nascosto (non opportunamente segnalato) di circa 2 cm (a rischio di inciampo). Due errori di allestimento abbastanza gravi per uno store del lusso dove tutto dovrebbe essere perfetto.

Chiudo con la domanda con la quale ho aperto questo post: qual’è lo scopo di questo “concept store”?

Siamo sicuri che “lusso” sia necessariamente acquistare/vendere oggetti dal costo elevatissimo e ingiustificato? Siamo sicuri che una operazione simile sia una fonte di guadagno per chi ha investito? (Forse si trasforma in una operazione di pura immagine…)

E’ da tempo che rifletto sul concetto di “lusso” e nel corso di questi ultimi anni mi sono resa conto che è qualcosa d’altro, strettamente legato (almeno per me) alla soddisfazione e al piacere che si trae dal fare e vivere cose che entrano in risonanza con la nostra passione.

Non credo di essere l’unica a pensarla così. Alcuni spot pubblicitari spingono su questi concetti: Lancia Ypsilon con Vincent Cassel, Mercedes (auto indubbiamente di lusso) con i suoi slogan evocativi sull’essere se stessi e sull’essenza delle cose, Levi’s con il suo nuovo spot pubblicitario, Wind, ed altri… Tutti puntano a coniugare un bene di lusso con delle emozioni e delle evocazioni di ricordi e di sensazioni quasi primordiali.

Quindi che emozioni ci può dare l’ennesimo store del lusso, con oggetti dall’aspetto abbastanza comune, privi di “quel qualcosa in più” e di “emozione”?

Calzature Di Rienzo – Milano

Domani i miei carissimi amici Simona e Giulio convolano a giuste nozze.

I preparativi della sottoscritta sono stati meticolosi (manco mi dovessi sposare io…): l’abito l’ho scelto da Persona (visto che non sono un fuscello) ed i pantaloni sono stati accorciati dopo che ho acquistato le scarpe dieci giorni fa. Quindi la lunghezza è stata regolata sulla base dell’altezza del tacco (10 cm circa…).

Due giorni fa mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: “Ma dove pensi di andare con questi tacchi assurdi? Ma se non porti più i tacchi da mesi!” (Dopo che ho rischiato di rompermi la caviglia prendendo una storta terribile causa un dissesto del marciapiede, ho deciso di azzerare i tacchi per non dare una mano a future storte fatali.)

Quindi due giorni fa è scattata l’ansia da ricerca di un “piano B” per le scarpe.

Mi è venuta in mente una marca che opera nell’area “comfort”, che conosco da un po’ di tempo: Cinzia Valle.

Non è una di quelle marche modaiole iper-stilose, ma sono scarpe ben fatte, eleganti e discrete. Inoltre sono comodissime, con un giusto tacco, Made in Italy e a giusto prezzo.

Detto da una che negli anni passati ha usato le Fornarina, rischiando di rovinarsi le ginocchia, e che ha indossato occasionalmente tacchi altissimi auto-infliggendosi supplizi incredibili, è tutto dire!

Nel sito di Cinzia Valle ho trovato l’indirizzo di un negozio di scarpe facilmente raggiungibile con le Linee 2 e 3 della Metropolitana di Milano (fermata Stazione Centrale): Calzature Di Rienzo, in Via Vitruvio 43.

Lì ho trovato due signore veramente squisite, e ho acquistato ben due paia di scarpe: uno per la cerimonia ed uno estivo.

Tornerò in quel negozio. Ho trovato persone gentili e competenti. Con un sapore d’altri tempi.

Per quanto riguarda le scarpe col tacco 10… Vedrò di ri-collocarle, visto che sono nuovissime…

:-D

Martino Midali

Sabato scorso sono andata per la prima volta a visitare l’outlet di Martino Midali (Affari Midali Factory Outlet, via Fratelli Bronzetti 23, Milano).

Probabilmente ho fatto la scoperta dell’acqua calda: ho scoperto abiti comodi, con ottimi tessuti, vestibilissimi, con taglie enormi (sono entrata in una 44!!! non mi succedeva da circa 10 anni!!!).

Entrata nel negozio, ho impiegato circa 1 ora per prendere confidenza con questi abiti strani, con dei tagli particolari, con colori insoliti (tutti bellissimi).

Osservavo basita signore e ragazze molto-molto-molto morbide, indossare capi taglia 52 (alcuni capi che provo nei negozi sono di taglia 52 e sono anche un po’ strettini…).

Ho scoperto un nuovo mondo fatto di abiti chiamati “ovetto”, maglie chiamate “scatolina”, e via così, in un gioco divertente e colorato.

Rotto il ghiaccio, ho sequestrato una commessa che mi ha seguito per 2 ore (!), facendomi provare di tutto e di più. Osservavo perplessa questi camicioni dai tagli asimmetrici della linea Midali Toujours che, una volta indossati, vestivano magnificamente.

Il tutto in compagnia di altre clienti (morbide, normali, magrissime), in un gioco fatto di confronti davanti allo specchio e suggerimenti reciproci, in piena manifestazione di complicità femminile, con le commesse simpatiche e disponbili.

Morale della favola? Sono uscita con tre abiti a 40 Euro l’uno (erano dei fine serie), un altro abito con cardigan lungo, un sorriso da un orecchio all’altro ed il morale altissimo (taglia 44… incredibile…!).

Tornerò sicuramente, visto che gli arrivi sono settimanali.

Che bella soddisfazione comprare cose stravaganti, colorate e senza prosciugare il portafogli!

:-)

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